Il Signore dei Calanchi

Domenica 12 aprile, altra mattinata passata a rassettare casa, però poi il pomeriggio bisogna sgambare eh?
Decido quindi un posto vicino ma voglio mettere chilometri sotto gli scarponi.
La destinazione è il Castello di Montegibbio partendo da Spezzano e passando dalle Salse di Nirano, una decina di chilometri ad andare ed altrettanti a tornare.
La maglia nera di ieri non la posso usare devo sceglierne un'altra, decido quella grigia sgualcita e coi buchi.
Oggi sarò terribile: pantaloni verdi, maglia grigia coi buchi, scarpe da trekking gialle.
Se mai vedrete uno vestito male in montagna sono io, che poi sono vestito male anche in città ma chissenefrega.
Parcheggio a fianco al ponte di Nirano, poco fuori dal centro di Spezzano.
Le gambe sono ancora dolenti dal giro del giorno prima ma cosa ci vuoi fare.
Metto gli scarponcini, sono nuvole grigie ovunque, "non è per sempre un tempo bello" dice Gaia Banfi nella sua Piazza Centrale (La Maccaia, 2025).
Scendo al torrente tiro fuori dalla tasca un'ampolla salvifica con la quale prelevo un po' d'acqua (non è vero).
Sono Grampasso, Passolungo, Lungopasso e Cortofallo, sono Bilbo, Samwise Gamgee, sono Frodo ed ho una missione da compiere (non è vero nemmeno questo ma è tutto così bello).
Se avessi un bastone potrei essere anche un mago ma ancora non ce l'ho, vediamo più tardi.
Ora tutto è pronto e procedo seguendo il torrente Nirano, poco dopo prendo il sentiero (non so il codice però è segnato bianco/rosso CAI).
Dopo una decina (?) di minuti sono sulla via Rio Salse, passo per il parcheggio delle Salse dove è parcheggiato anche il tronco di un pioppo centenario a cui però mancano le ruote, lui si che ne ha viste.
Prendo il sentiero sulla destra, quello della Libellula, in pochissimo sono al primo centro visita Ca' Rossa.
Sono sudato già da mò, sulla sinistra del casale c'è una fontana, a fianco la fontana le classiche panchine da picnic nel boschetto.
In una panca ci sono 3 ragazze-cerbiatto che stanno facendo un gioco da tavola, dalla scatola sembra Coco Rido, vorrei sedermi al tavolo e giocare con loro.
Ma loro sono degli ungulati e io invece sono un canide, mi notano, ci guardiamo, io le amo, loro invece no.
Digito il comando DRINK FONTANA, batto invio ed eccomi a bere dalla fontana come un lupo, ovviamente mi bagno ovunque ma poi mi asciugo con la manica che era già zuppa di sudore. Acqua su acqua, tipo il bianco su bianco, roba bella e raffinata.
Vabbeh, ciao ragazze io vado.
Riprendo il sentiero e poco dopo passo sotto una caverna artificiale con degli aggeggi sonori che non caco nemmeno di striscio, una bambina li sta malmenando, quasi le do' ragione.
Ecco passata la caverna la prima Salsa (ce ne saranno 4/5/6 in tutto), foto e via avanzare.
E poi ecco le altre Salse. Ma cosa sono le Salse? Ve lo dico subito.
Le Salse sono le mammelle della terra, esattamente come le mammelle delle donne non si possono toccare a meno che tu non sia autorizzato a farlo.
Da queste mammelle esce fango freddo, dicono che sia salato ma non ho mai provato, prova e poi fammi sapere nei commenti (lascia un like, metti mi piace, pollice all'insù, dammi punti hype, condivi ai tuoi amici e parenti, saluta i tuoi amici, dacci oggi il nostro pane quotidiano, pensaci due volte prima di farlo, ecco il mio IBAN per un bonifico: 123456ABCDEFG).
Poco dopo arrivo alla Salsa più grossa, quella della leggenda del carro che ci finì dentro assieme ai cavalli.
Il cocchiere appunto aveva visto questa grossa mammella e voleva solo abbracciarla e baciarla ma non si era accorto della dimensione del capezzolo e quindi era finito dentro al buco di quest'ultimo.
Ingordo.
Prendo il sentiero che va nel boschetto.
GIOIA E TRIPUDIO: sulla destra c'è un ramo staccato che può diventare il mio bastone, lo raccolgo ed elimino le parti che non servono.
E' perfetto; adesso sono Gandalf, sono Saruman, uno stregone bianco, grigio e del colore che vuoi tu.
Riprendo a camminare e tutte le volte che appoggio il bastone a terra parte un fulmine verso l'alto.
Sono fortissimo, Gargamella mi fa un baffo e ad ogni passo schiaccio due Puffi anziché uno, che frustrazione Gargamella che in mille puntate dei Puffi non se ne è mai riuscito a mangiare uno.
E' come se Holly non fosse mai riuscito a fare un goal o Mila a fare un punto.
Passo dal secondo centro visita Ca' Tassi, abbastanza abbandonato, però c'è una fontana.
Digito il comando DRINK FONTANA, batto invio ed eccomi nuovamente a bere.
Da lì a poco il sentiero esce dal boschetto e fiancheggia un campo coltivato, un cartello dice Castello di Montegibbio un'ora e trenta minuti.
Bene, sono in direzione, la missione procede senza remore.
Esco quindi dal parco delle Salse per approdare nel borgo chiamato Villa, un classico borgo mezzo disabitato dell'appenino nostrano.
Il borgo finisce e riprendo il sentiero che dopo poco mi porta sul famoso Monte Mongigatto (362 m s.l.m., z.i.o. p.e.r.a.), gran nome comunque, avercene.
Discendo il Mongigatto e vedo una bella vallata che si apre sotto, alla sinistra i calanchi, sulla destra arroccato ma non troppo il Castello di Montegibbio, sto arrivando.
Dopo un paio di decine di minuti di una carreggiabile fra campi e irti colli sbuco sulla strada, un cartello mi dice subito che sono a Sassuolo, un altro mi dice che la CITTA' E' VIDEOSORVEGLIATA. Sì mi dico, qui video-sorvegliano tutto, cercherò di scollarmi le mutande dal sedere senza farmi riprendere.
Poi inizia la parte brutta di questa escursione, quella sull'asfalto.
Se ci fate caso nell'asfalto quando ci sono dei buchi ci nasce subito dell'erba, l'ho notato anche oggi.
Sicuro che quando non ci saremo più la vegetazione spaccherà tutta quella (utilissima per noi, diciamolo perché ci serve davvero) cacca che abbiamo spalmato e incollato sulla terra.
Sgambo senza paura, sono sulla strada per il Castello e non potrei essere da nessun'altra parte.
Arrivo nella frazione di Montegibbio e prendo subito la salita che mi porta al Castello.
Un bel viale di ghiaia e sassi mi porta verso il castello, cipressi e muretti e l'arco di entrata al castello, un cartello dice AREA VIDEOSORVEGLIATA, e dai pure, l'avevamo capito.
Entro e nel cortile del Castello dove c'è del movimento: gente vestita bene, sedie nel giardinetto e personale che prepara un rinfresco.
Capisco subito che c'è una celebrazione di qualcosa, un matrimonio o giù di lì.
Io sono sbragato, paonazzo, sudato, vestito di mille colori ed ho il bastone di Mosè in mano.
Le altre persone sono fighettissime, roba da pranzo della domenica al ristorante (quello costoso), sorrisi e formalità, ventate di profumo mi arrivano da tutti gli angoli del cortile, io rispondo con ventate di puzzo di sudore.
Al personale del rinfresco chiedo cosa c'è in programma, un cinquantennale mi dicono.
Ad un certo punto apro le gambe alzo il bastone al cielo, mi giro verso la fotografa dell'evento ed urlo "TU NON PUOI PASSARE" ma lei ovviamente passa lo stesso.
Sul chiosco del rinfresco una ragazza sta attaccando un cartellone con scritto "COME ERAVAMO".
Quasi le propongo di sostituire la scritta con un "COME ABBIAMO FATTO AD ARRIVARE FIN QUI" ma ecco che il suono delle campana del Sagrato del Castello mi fa tornare in mente la missione segreta che devo portare a termine.
In un attimo sono in un angolo del cortile, estraggo l'ampolla salvifica e ne verso il contenuto per terra.
Con il mio bastone magico batto tre volte sullo stesso punto, una runa rossa si disegna nel terreno e la missione è compiuta.
Una flebile nebbia inizia a diffondersi nell'aria con annesse goccioline di umidità.
Eccole le forze del male che provano a contrastare la mia missione, dove sei Sauron? Dove sei potente Signore dei Calanchi?
Io sono qui al Castello di Montegibbio, la missione ormai è compiuta, il sortilegio è spezzato, anzi il sortilegio è Spezzano.
Ho vinto e non ci puoi fare un caxxo.
Guardingo passeggio un attimo nel cortile in mezzo alla gente vestita bene, testa alta e petto in fuori e vestiti brutti, sono un rispettabilissimo vagabondo ed ho un bastone magico in mano, mica male eh?
Ne ho abbastanza, esco dal castello e faccio l'anellino del parchetto sotto e trovo un'altra fontana.
Digito il comando DRINK FONTANA, batto invio ed eccomi nuovamente a bere.
Poco dopo sono già sulla strada di ritorno, niente giro ad anello: ripercorro il sentiero a ritroso.
Dopo la frazione di Villa e poco prima di scendere verso il sentiero delle Salse incontro un signore che stava dando da mangiare ad un gatto malato, in una piccola area-baracca per gatti in un boschetto affianco la strada.
Ci fermiamo a parlare un po' e mi spiega che è dal 2022 che si sta prendendo cura di questo gatto venendo a dargli da mangiare tutti i giorni da Formigine, incredibile.
Un gattaro, un ingegnere, che ha messo in pratica le sue dote ingegneristiche nell'organizzare una macchina (mi ha fatto vedere il bagagliaio) piena di tutto il necessario e ben organizzato per la cura dei gatti come questo in giro per quelle colline.
Mi racconta di altri gatti che ha curato e seguito negli anni, io gli racconto di quello di famiglia che portai a casa con il mio vespino all'interno di un secchio bianco che tenni stretto con le gambe.
Sorride e dice "bellissimo", l'amore per quegli animali è pure e forte per lui, lo si vede dai suoi occhi.
Ci salutiamo e ci congediamo, grati di quei dieci minuti di chiacchere che ci hanno fatto sentire meno soli in questa uggiosa domenica.
Ripercorro tutto a ritroso, ripassando per le Salse e il resto, le gambe fanno ancora più male che alla partenza, sono dolori ovunque.
Arrivo alla fine del sentiero di Spezzano dove appoggio il bastone magico sotto il segno del sentiero CAI sicuro del fatto che qualcun altro lo raccoglierà per usarlo, chissà quali altre avventure vedrà.
Arrivo alla macchina e sono davvero spompo, a fatica tolgo gli scarponi.
Volgo lo sguardo verso sud ovest in direzione Montegibbio, il cielo lì è ancora più nero, il Signore dei Calanchi starà preparando la sua vendetta ma io a quel punto sarò già lontano.

 











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